Un’ambientazione immaginata della campagna Brera.
Da vicino, una superficie ci offre particolari che possiamo seguire con lo sguardo. A qualche passo di distanza quegli stessi segni entrano in una percezione più ampia, insieme alla finestra, al pavimento, agli oggetti. Entrambe le letture contano nel rapporto quotidiano con la materia.

Brera interpreta la terra cruda attraverso una superficie ceramica: spatolature, velature e una finitura matt materica ne definiscono il carattere. Avorio, Sabbia, Taupe, Terra e Grigio sono i cinque colori della serie. Il riferimento alla terra passa attraverso il disegno della superficie e il suo tono.

Le spatolature suggeriscono un andamento che l’occhio può seguire; le velature introducono variazioni all’interno del campo cromatico. Per valutarne la presenza in un progetto serve cambiare distanza. Il particolare osservato sul campione e la superficie vista da una porta rispondono a due domande diverse: che cosa incontriamo da vicino e che cosa tiene insieme l’ambiente?
Una parete accanto al tavolo resta a lungo nel nostro campo visivo. Una superficie lungo un passaggio viene incontrata in movimento, per pochi istanti alla volta. Anche quando il materiale è lo stesso, il progetto gli assegna tempi e occasioni differenti. Possiamo quindi considerare quanto rilievo dare alla trama, rispetto agli oggetti e alle altre superfici che accompagnerà.

La posizione delle aperture aggiunge un’altra condizione da osservare. La direzione della luce può rendere alcuni segni più leggibili e altri meno evidenti. Guardare il campione nella stanza, in momenti diversi, aiuta a riconoscere queste variazioni e a confrontarle con l’immagine che avevamo in mente. La scelta del tono acquista così un contesto preciso.

Per Noema, il passaggio dalla terra alla stanza si compie qui: nel modo in cui un riferimento materico entra nella vita di un ambiente. Brera porta con sé una trama; il progetto le dà una distanza, una luce e una vicinanza alle cose di ogni giorno.

